URSS
L'infanzia di Ivan
CREDITS
B/N, 35mm, 95'
Regia: Andrej Tarkovskij
Sceneggiatura: Mikail Papava, Vladimir Bogomolov
Fotografia: Vadim Jusov
Montaggio: Ljudimila Fejginova
Musica: Viaceslav Ovcinnikov
Suono: Inna Zelenkova
Scenografia: Evgenij Cernjaev
Costumi: A. Martinson
Interpreti: Nikolaj Burljaev (Ivàn), Valentin Zubkov (Cholin), Evgenij Zarikov (Galcev), Stepan Krylov (Katasonov), Nicolaj Grin’ko (Grja Znov), Dmitrij Milijutenko (Il Vecchio), Valentina Maljavina (Masa), Irma Tarkovskaja (Madre Di Ivan), Ivan Savkin, V. Marenkov, Vera Mituric
Produzione:Mosfilm
Direttore di Produzione: G. Kuznetsov
Distribuzione: Lab 80 Film
SINOSSI
Orfano di entrambi i genitori morti durante l’invasione nazista, il dodicenne Ivan si aggrega all’esercito sovietico come esploratore, distinguendosi in una serie di pericolose missioni dietro le linee nemiche. Al ritorno da una di queste che gli ha imposto una lunga deviazione, viene accolto dal reparto dell’inesperto tenente Galčev che arriva addirittura a sospettarlo di essere una spia nazista. Di fronte alle vibrate proteste del ragazzo, Galčev affida Ivan al capitano Čolin e al colonnello Grjzanov ai quali il ragazzo riferisce importanti informazioni sulla dislocazione delle truppe nemiche. I due militari tentano di sottrarre il ragazzo agli orrori della prima linea, mandandolo nelle retrovie alla scuola di guerra. Ma Ivan fugge per tornare al fronte. Intanto, i due uomini mandati in avanscoperta sono stati catturati e impiccati dai nazisti e i loro corpi lasciati come monito per i loro compagni. Mentre il capitano Čolin organizza una spedizione per recuperare i corpi dei due soldati, ad Ivan viene affidata un’ultima missione. Giunto a Berlino con l’armata Rossa, Galčev trova negli archivi della Gestapo i verbali del processo sommario e della condanna per impiccagione comminata al piccolo Ivan.
NOTE CRITICHE
Questo lirico e tragico racconto sull’infanzia rapinata dalla guerra fu l’esordio di A. Tarkovskij, in cui già affiora il tema della storia come irrazionalità. Accusato, non senza ragione, di formalismo e morbido poeticismo, trovò un appassionato difensore in Jean-Paul Sartre che seppe leggerci gli elementi di novità e una straordinaria personalità d’autore. Leone d’oro a Venezia ex aequo con Cronaca familiare di Valerio Zurlini. (Morandini)
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