Ulivo d'Oro

URSS

Andrej Rublev

immagine dal film
CREDITS

1966 B/N  35mm 186’

Regia: Andrej Tarkovskij
Sceneggiatura: Andrej Tarkovskij, Andrej Mikhalkov-Konĉalovskij
Fotografia: (Sovcolor, Scope): Vadim Jusov
Montaggio: L. Fejginova, Andrej Tarkovskij, O. Sevkunenko, T. Egoryĉeva
Musica: Vjaceslav Ovcinnikov
Suono: Inna Zelenkova
Scenografia: Evgenij Cernjaev (con la collaborazione di I. Novoderezkin, S. Voronkov)
Costumi: L. Novi, M. Abar Baranovskaja
Interpreti: Anatolij Solonicyn (Andrej Rublëv), Ivan Lapikov (Kirill), Nikolaj Grin’ko (Daniil Cërnyj), Nikolaj Sergeev (Feofan Grek), Irma Rauׁ ׂs [Tarkovskaja] (La scema), Nikolaj Burljaev (Boriska), Jurij Nazarov (il gran principe e il principe minore), Roland Bycov (il saltimbanco), Jurij Nikulin (Patrikej), Michail Kononov (Fomka), Stepan Krylov (il fonditore di campane), Sos Sarkisjan (Cristo), Bolot Eisynlaev (il chan tartaro), N. Grabbe, B. Matyrsik, A. Obuchov, Viktor Titov
Produzione:Mosfilm (Gruppo artistico degli scrittori e cineasti)
Direttore di produzione: Tamara Ogorodnikova
Distribuzione: Lab 80 Film

SINOSSI

La vita del pittore d’icone Andrej Rublëv (1370-1430) narrata in un prologo, otto episodi e un epilogo.
Nel prologo si assiste al tentativo di far prendere il volo ad un rudimentale aerostato fatto di pelli. Il rudimentale velivolo prende effetivamente il volo, ma poco dopo precipita sull’argine di un fiume ed Efim, l’occupante, muore.
Il buffone-Anno 1400: Rublëv e altri due monaci, in viaggio verso Mosca, vengono sorpresi da un temporale e si rifugiano in un Isba dove assistono all’esibizione di un giullare. Kirill, uno dei tre monaci, infastidito dall’esibizione, esce.
Teofane il Greco-Anno 1405: Kirill discute di arte e di fede con Teofane il Greco, un famoso pittore di icone, con cui Kirill vorrebbe lavorare.Teofane però alla fine sceglierà Rublëv scatenando l’ira e l’invidia di Kirill che per ripicca abbandona l’abito monacale.
La passione secondo Andrej-1406: Rublëv discute con Teofane sullo scopo della pittura e sul valore dell’uomo. Rublëv descrive come dipingerebbe la scena della passione.
La festa-1408: Andrej Rublëv e Daniil il Nero sono in viaggio. Si fermano per la notte e attratti da alcuni suoni assistono ad una festa pagana. Scoperto da alcuni giovani, Rublëv vieni  ”crocefisso”  ad un palo. Più tardi, una ragazza lo libera. Il mattino dopo Rublëv e gli altri riprendono il viaggio.
Il Giudizio Universale-Estate1408: Rublëv ha ottenuto l’incarico di affrescare un imporante cattedrale ma il lavoro va a rilento. In uno scatto d’ira imbratta una parete già pronta per essere affrescata. Una giovane sordomuta si aggira per la cattredrale e resta turbata fino alle lacrime alla vista della macchia sulla parete.
La scorreria-1408: mentre Rublëv sta affrescando la cattedrale, si scatenano le invasioni dei Tartari che, alleati con i Russi ribelli, conquistano la città. Lo stesso Rublëv è coinvolto quando, per difendere la sordomuta, è costretto ad uccidere un soldato russo. Fa quindi voto, per espiare il peccato, di non parlare e di non dipingere più.
Il silenzio-1412: Rublëv vive ritirato nel convento di Andronikov con la sordomuta che lo ha seguito. Arriva al monastero Kirill che, pentito, chiede ai superiori di essere riammesso.
La campana-1423: Rublëv osserva i lavori di un fonditore di campane mentre Kirill cerca di convincerlo a riprendere il suo lavoro di pittore. Finalmente la campana viene fusa e il ragazzo prostrato dal lavoro e dalla tensione scoppia in un pianto liberatorio cui Rublëv risponde sciogliendo il proprio voto: i due andranno insieme al monastero della trinità, l’uno a dipingere, l’altro a fondere campane.
Epilogo: Nell’epilogo a colori compaiono sullo schermo immagini  e particolari delle opere di Rublëv.

NOTE CRITICHE

E’ uno dei grandi film degli anni ’60. Il lavoro di Tarkovskij è il più maturo risultato, in campo cinematografico, della cultura del dissenso nell’URSS. Epilogo a colori, dieci minuti di documentario sulla pittura di Rublëv: l’autore scompare, rimane l’opera. (Morandini)