Italia - URSS
Nostalghia
CREDITS
1983, B/N colour, 35mm, 130'
Regia: Andrej Tarkovskij
Sceneggiatura: Andrej Tarkovskij, Tonino Guerra
Fotografia: Giuseppe Lanci
Montaggio: Erminia Marani, Amedeo Salfa
Musica: Brani Di Debussy, Verdi, Wagner, Beethoven
Suono: Remo Ugolinelli
Scenografia: Andrea Crisanti
Costumi: Rina Nerli Taviani
Interpreti: Oleg Jankovskij (Andrej Gorčakov), Erland Josephson (Domenico), Domiziana Giordano (Eugenia), Patrizia Terreno (Moglie Di Gorčakov), Milena Vukotic (Donna Della Piscina Da Bagno Vignoni), Laura De Marchi, Delia Boccardo (Moglie Di Domenico), Raffaele Di Mario, Kate Furlan, Livio Galassi, Elena Magoia, Piero Vida.
Produzione:Opera Film Per Rai 2 Tv- Sovin Film (Italia-Urss)
Direttore di Produzione: Francesco Casati
Distribuzione: Gaumont
SINOSSI
Uno scrittore sovietico, Andrej Gorčakov, è in Italia per fare ricerche su Pavel Sošnovskij, musicista esule del ‘700 morto suicida al suo ritorno in patria. Lo accompagna Eugenia, una giovane e bella interprete. Il viaggio di Gorčakov e di Eugenia prosegue verso Bagno Vignoni, il paese di Santa Caterina, dove la piazza è interamente occupata da una vasca termale che la tradizione vuole visitata dalla Santa. Un giorno mentre assiste al bagno di alcuni turisti, Gorčakov incontra Domenico, un anziano già internato in manicomio per aver tenuto segregata la sua famiglia per sette anni in attesa della catastrofe globale. Gorčakov non crede alla pazzia di Domenico, anzi ne coglie la mistica alterità così prende ad interessarsi a lui. Domenico invita Gorčakov nel suo rifugio e gli fa discorsi sulla catastrofe e sul bisogno di opporvi un’azione umana autentica. Gli chiede di collaborare e gli consegna una candela da accendere al momento opportuno per poi attraversare, senza lasciarla spegnere, la vasca di Bagno Vignoni. Un giorno, quando Gorčakov sta per partire per rientrare in patria, lo raggiunge la telefonata di Eugenia che lo informa della presenza di Domenico a Roma. L’uomo sta animando un sit-in di protesta con altri “folli” e, salito sul cavallo di Marco Aurelio in Campidoglio, sta tenendo un discorso sull’idiozia umana. Gorčakov si ricorda allora della sua promessa e si fa portare immediatamente a Bagno Vignoni, scende nella vasca che è stata svuotata e comincia la sua traversata. Intanto, alla fine del suo discorso, dopo aver fatto diffondere dagli altoparlanti l’inno alla gioia della nona sinfonia di Beethoven, Domenico si cosparge di benzina e si da fuoco. Nello stesso momento Gorčakov muore dopo essere riuscito ad attraversare la vasca con la candela.
NOTE CRITICHE
Girato con lunghissimi piani sequenza e ambientato in luoghi di estrema suggestione (Bagno Vignoni, San Galgano) magnificamente fotografati da Giuseppe Lanci, il film vorrebbe essere una poetica dichiarazione sulla fede nell’arte come strumento per intuire la verità del mondo. (Mereghetti)
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