Svezia - Francia - Gran Bretagna
Sacrificio
CREDITS
1986, Colore B/N, 35mm, 145'
Regia: Andrej Tarkovskij
Sceneggiatura: Andrej Tarkovskij
Fotografia: (Estmancolor): Sven Nykvist
Montaggio: Andrej Tarkovskij, Micha Leszczylowski
Musica: Johann Sebastian Bach (St Matthew Passion)
Suono: Owe Svenson, Bo Person
Scenografia: Anna Asp
Costumi: Inger Pehersson
Interpreti: Erland Josephson (Alexander), Susan Fletwood (Adelaide), Valèrie Mairesse (Julia), Allan Edwall (Otto), Gudrun Gisladottir (Maria), Sven Woltter (Viktor), Filippa Franzen (Marta), Tommy Kjellkvist , Per Källman, Tommy Nordhal.
Produzione: Swedish Institute Of Film In Stockholm/ Argos Film S.A. (Parigi), in collaborazione con Film Four International (Londra), Josephson&Nykvyst HB, Sveriges Television/SVT2, Sandrew Film&Theatre AB, con la partecipazione del Ministero della Cultura Francese.
Direttore di Produzione: Katinka Farago
Distribuzione: ITALNOLEGGIO
SINOSSI
Alexander, un ex-attore che è diventato un brillante intellettuale, vive sull’isola di Gotland, nel Baltico, insieme alla moglie Adelaide, a Marta la figlia maggiore e al piccolo Ometto. È il giorno del suo compleanno e Alexander, mentre in casa fervono i preparativi per la festa in suo onore, passeggia con il figlio minore lungo la baia. D’un tratto però scoppia un boato: sono aerei a reazione il cui passaggio fa tremare tutta la casa. Tra gli ospiti si diffonde il panico che si trasforma in vero terrore, quando la televisione annuncia una catastrofe nucleare. Poco dopo Alexander viene raggiunto da Otto che, con fare misterioso, annuncia di avere una soluzione. Secondo Otto, Alexander dovrebbe recarsi da una sua domestica, Maria, che vive in una chiesa sconsacrata e ha fama di strega “nel senso buono”, e fare l’amore con lei: solo consumando quel rito Alexander potrà scongiurare la catastrofe. Dapprima perplesso, Alexander accetta infine la proposta del postino e va a trovare la donna. Questa è sorpresa alla vista di Alexander ma vedendolo turbato lo fa entrare. Poi, quel che doveva accadere accade: durante l’amplesso i corpi di Alexander e Maria lievitano nello spazio come per miracolo. Il mattino successivo tutto sembra tornato tranquillo, Victor, Adelaide e Marta stanno facendo colazione all’aperto e quindi, come indicato loro con un bigliettino da Alexander, si avviano per una passeggiata nel bosco. Intanto Alexander, che si è mosso furtivamente per controllarli, accatasta alcuni mobili e da fuoco alla casa.
NOTE CRITICHE
Caso più unico che raro di film in forma di preghiera, è una parabola mistica sull’assenza di spiritualità nella nostra cultura occidentale, fondata sull’avere più che sull’essere, è un apologo metafisico sulla paura e la disperazione rimossa dall’apocalisse nucleare. Questo film sul silenzio ha un fascino sonoro pari, se non superiore a quello visivo, affidato al cromatismo depurato di Svan Nykvsyt, operatore prediletto di Ingmar Bergman. Lento e austero come una cantata di Bach l’ultimo di A. Tarkovskij (1932-86) è uno dei suoi film più limpidi, fondato su una drammaturgia semplice, persino didascalica, sebbene non vi manchino i nodi enigmatici né i personaggi misteriosi (la moglie Adelaide; il postino che cita Nietzsche; l’umile serva islandese Marie dai poteri benefici; il medico di famiglia) ciascuno dei quali è una porta attraverso la quale, a sua scelta, lo spettatore può entrare nel film e dargli la sua interpretazione. (Morandini)
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