Italia - Francia
Kapò
CREDITS
1960 - B/N - 102'
Regia: Gillo Pontecorvo
Cast: Emmanuelle Riva, Paola Pitagora, Laurent Terzieff, Gianni Garko, Didi Perego
Susan Strasberg
Produzione: Cineriz
SINOSSI
Edith, una giovane prigioniera ebrea in un lager nazista, si schiera per sopravvivere dalla parte dei nemici e accetta di diventare kapò, cioè caposquadra-aguzzina delle sue compagne, aizzata alla ferocia dalla logica spietata del lager. Ma, per amore verso un prigioniero russo, sacrificherà la vita per favorire una fuga di massa.
Due vicende atroci che confluiscono in una sola, in parte realmente accaduta nei mesi in cui l’Armata rossa stava avanzando verso occidente e gli alleati avevano ormai sfondato in Francia.
NOTE CRITICHE
Gillo Pontecorvo ha l’occhio del fotografo e l’animo dell’ideologo ribelle. Kapò espone non soltanto l’amore della ragazzina e la brutalità delle SS, ma scava anche, con fermezza di “uno sguardo inedito” nella psicologia della protagonista che, per sopravvivere accetta di porsi al servizio degli aguzzini.
Kapò resta in mezzo tra tradizione e innovazione. Già sarebbe, per un film come questo (che riscosse unanimi consensi alla Mostra di Venezia e ottenne un grande successo di pubblico), un fatto importante. Ma più importante è la soluzione figurativa che Pontecorvo escogitò per imprimere sulla vicenda il sigillo della verità: “la verità” visiva che, in un caso come Kapò, coincide con la verità storica. Il bianco e nero contrastato e sgranato che avvolge l’azione nasce da una serie di operazioni di stampa, fra controtipi e negativi, alla quale risale quel carattere di “attualità” – di realtà colta apparentemente sul fatto – di cui questo film è un esempio egregio.
A cura di Fernando Giammateo tratto da Gillo Pontecorvo: “ la dittatura della verità”
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