Ulivo d'Oro

USA

LE COSE CHE SO DI LEI

immagine dal film
CREDITS 

35mm - Colore - 106’

Regia: Rodrigo Garcia
Sceneggiatura: Rodrigo Garcia
Fotografia: Emmanuel Lubezki
Musiche: Ed Shearmur
Montaggio: Amy E. Duddleston
Scenografia: Jerry Fleming
Costumi: George L. Little
Interpreti: Cameron Diaz, Glenn Close, Holly Hunter, Valeria Golino, Calista Flockhart, Matt Craven, Kathy Baker.
Produttore: Jon Avnet, Elie Samaha, Andrew Stevens
Produzione: Jon Avnet e Franchise Pictures
Distribuzione: Mikado

SINOSSI

Elaine Keener, ginecologa, in casa con un'anziana paziente, riceve la cartomante Christine. Costei le predice che in breve tempo incontrerà l'uomo della sua vita. Ma Elaine da tempo ha rinunciato ad innamorarsi. Rebecca, direttrice di banca, ha una relazione con un uomo sposato. Rimasta incinta e dovendo decidere se abortire, verifica il disinteresse dell'amante. Finisce allora per passare la notte con il collega Walter e, la mattina dopo, va in clinica da Elaine. Abortisce poi esce e, in strada, si lascia andare ad un pianto dirotto. Rose, che vive con il figlio adolescente, tornando a casa dà un passaggio ad un nano suo vicino. Nella notte quest'uomo le si presenta agli occhi, e allora va a spiarlo a casa sua. Kathy, detective nella polizia, indaga sul presunto suicidio di una ex compagna di liceo. Intanto Carol, la sorella, inseguita da molti corteggiatori, si prepara ad uscire con Walter. Carol è cieca ma ha intuizioni che aiutano Kathy, ragazza invece dal carattere difficile. Christine, tornata a casa, si siede sul letto accanto alla sua compagna Lilly ormai condannata da una malattia terminale.

NOTE CRITICHE

"Aiutato dalla bella luce di Emmanuel Lubezki e da un grande cast, Garcia coglie ogni volta il momento della verità, quello in cui i suoi personaggi di colpo si vedono per quel che sono, prendono atto definitivamente di una realtà taciuta o nascosta. Ma lo fa senza sussiego, anzi con tutta la simpatia e la comprensione possibili, rendendoci care e familiari queste donne così poco felici e così apparentemente imperturbabili (...) Serve altro? Solitudine, dipendenza, famiglie o pseudofamiglie accoglienti e insidiose come trappole: era difficile trattare una materia tanto delicata con mano altrettanto incisiva e insieme leggera. E' nato un regista". (Fabio Ferzetti)