Ulivo d'Oro

Grecia- Francia-Italia

PAESAGGIO NELLA NEBBIA

immagine dal film
CREDITS 

35mm - Colore - 126’

Regia: Theodoros Angelopoulos
Soggetto: Theo Angelopoulos (from a story by Theo Angelopoulos), Tonino Guerra, Thanassis Valtinos
Fotografia: Giorgos Arvanitis
Musica: Eleni Karaindrou
Montaggio: Yannis Tsitsopoulos
Interpreti: Michalis Zeke, Tania Paleologou, Stratos Giorgiogiou, Vassili Kolosos, Dimitris Kaberidis.
Produzione: Greek Film Centre, Greek Television (ERT-1), Paradis Films (Paris), Basicinematografica (Rome) and Theo Angelopoulos Productions

SINOSSI

Il padre prodigo che appare in quasi tutti i film di Angelopoulos qui si è dissolto nelle sue essenza mitica – lasciando che i suoi figli vaghino in cerca di lui. Nel ‘caos’, appaiono due bambini, il piccolo Alexandros e la sorellina più grande Voula. Per esorcizzare la loro solitudine, inventano un universo segreto solo per loro, abitato dai loro sogni. Ogni notte si recano in una stazione ferroviaria per assistere alla partenza di un treno per la Germania, dove la madre (anche questa una presenza fuori-schermo) ha fatto credere che vive il padre scomparso. Una notte finalmente hanno il coraggio di salire sul treno. Ma il loro viaggio si rivela rischioso, inutile e deludente. Si trovano ad affrontare la sofferenza, la malattia fisica e morale, la gelosia, il male e la morte – a molte prove come riti e iniziazioni. Sfuggendo alle ricerche poco accurate della polizia e dei familiari, si intrufolano sui treni, fanno l’autostop su furgoni e camion, sono vittime di povertà, violenza sessuale sfruttamento, fanno un salto nella fede, un pauroso tuffo nella liberazione e nel pericolo. Il familiare paesaggio greco- i caffè, le città spopolate e le spiagge deserte – è rappresentato in maniera stranamente fiabesca, visto attraverso gli occhi di due bambini il cui ingresso nel mondo sconfina nel surreale. Il film è pieno di momenti straordinari, indimenticabili che sono allo stesso tempo reali e allucinatori e contiene intriganti riferimenti ad altri film di Angelopoulos.  

NOTE CRITICHE

Malinconica favola di taglio realistico, scritta con Tonino Guerra, che chiude la trilogia del viaggio (Viaggio a Citèra, 1984; Il volo, 1986) del maggior regista greco. Ha un'alta tenuta espressiva, qua e là estenuata in indugi compiaciuti. I momenti struggenti e gli scatti inventivi non mancano, ma si ha l'impressione di una poesia più cercata che trovata. Musiche tenere e avvolgenti di Eleni Karaindrou, funzionale fotografia di Giorgos Arvanitis. (M. Morandini)

FESTIVAL E PREMI

1988. Leone d’Argento come Miglior Regista, Mostra del Cinema di Venezia
1989. Miglior Film Europeo dell’Anno Felix Award, Premio Golden Hugo come Miglior Attore, Targa d’Argento per la Migliore Cinematografia, Festival del Cinema di Chicago