Ulivo d'Oro

Francia-Grecia-Svizzera-Italia

TRILOGIA: LA SORGENTE DEL FIUME

immagine dal film
CREDITS 

35mm - Colore - 170'

Regia: Theodoros Angelopoulos
Soggetto: Theodoros Angelopoulos, in collaborazione con Tonino Guerra, Petros Markaris, Giorgio Silvagni
Fotografia: Andreas Sinanos
Musica: Eleni Karaindrou
Montaggio: Giorgos Triantafyllou
Scenografia: Giorgos Patsas, Costas Dimitriadis
Costumi: Ioulia Stavridou
Suono: Marinos Athanassopoulos
Interpreti: Alexandra Aidini, Nikos Poursanidis, Giorgos Armenis, Vassilis Kolovos Eva Kotamanidou, Toula Stathopoulou, Michalis Yannatos, Thalia Argyriou, Grigoris Evangelatos
Produzione: Theo Angelopoulos, Greek Film Centre, Hellenic Broadcasting Corporation ERT S.A., Attica Art Productions (Athens), BAC Films S.A., Intermedias S.A., Arte France in collaborazione con Canal + (Paris), Classic SRL, Istituto Luce SpA, RAI CINEMA (Rome), NETWORK MOVIE Reinhold Elschot Peter Nadermann, ZDF/ARTE Meinolf Zurhorst

SINOSSI

Il film è interamente ambientato in Grecia tra il 1919 e il 1949. Inizia con l’ingresso dell’Armata Rossa a Odessa e la fuga della comunità greca e termina nel 1939 con la fine della guerra civile greca.

NOTE CRITICHE

"[...]Perché capolavoro? Perché il maestro nel raccontare una lancinante storia d' amore sullo sfondo delle tragedie greche fra il 1917 e il 1947 si conferma un grande paesaggista attingendo allo stile alto e solenne che gli è caratteristico: scene di lungo respiro, sempre calate in atmosfere pregnanti e organizzate con autentica genialità di coreografo, gusto dei segni forti e dei simboli, ambientazioni suggestive. Vedi per esempio il teatro di Tessalonica adattato a rifugio dei profughi. E vedi le immagini allucinanti del villaggio sommerso dall' inondazione; o quelle della struggente partenza dei musicisti per l' America. Perché sbagliato? Per eccesso di generosità. Théo ha messo tanta carne al fuoco, accavallando gli eventi a scapito della drammaticità; e, quanto alla chiarezza, non tutti sono in grado di cogliere i molteplici riferimenti alla politica greca. Il maestro ha poi esagerato negli abituali richiami classici ('I sette contro Tebe') e nelle autocitazioni; e ha reso bene il melò più che l'epopea. Tra ispirazione e manierismo, il suo rischio si conferma quello di imitare troppo Angelopoulos." (Tullio Kezich)