I Protagonisti del Cinema Europeo: Nikita Mikhalkov
E’ la nona tappa di un percorso iniziato con Krzysztof Zanussi e portato avanti con Carlos Saura, Otar Iosseliani, Jules Dassin, Andrzej Wajda, Edgar Reitz, Andrej Tarkovskij e Theo Anghelopoulos. Oltre ad un convegno sulla sua cinematografia, realizzato in collaborazione col SNCCI, si realizzerà la retrospettiva dei film del grande regista russo che presenzierà l’omaggio.
BIOGRAFIA
Nikita Mikhalkov, nato a Mosca il 21 ottobre del 1945, è il più importante regista russo contemporaneo.
Il padre di Nikita, Sergej Mikhalkov, è stato tra i più popolari scrittori di favole in versi per bambini, famosissime sono le sue filastrocche e poesie, ed è inoltre l’autore degli inni nazionali russi (del periodo sovietico e di quello attuale). Quanto alla madre, Natalija Konchalovskaja, discendeva da una famiglia di celeberrimi pittori: il nonno era il famoso pittore Ambulante Surikov mentre il padre era il pittore neo-impressionista Konchalovskij.
Nikita Mikhalkov incomincia la sua carriera nel mondo del cinema come attore, e, parallelamente agli studi di recitazione, seguiti dal 1963 al '66 presso l’Istituto teatrale B. Schukin, lavora, già dal 1963, in A zonzo per Mosca di Georgij Danelija e in Un nido di nobili diretto dal fratello Andrei Konchalovskij. Dal '67 al '71 frequenta i corsi di regia presso il VGIK (Istituto di Cinematografia di Mosca) nella classe di Romm, e si diploma con il saggio Una giornata tranquilla alla fine della guerra (1970). Debutta nel lungometraggio con Amico tra i nemici, nemico tra gli amici (1974), brillante western zeppo di ritmici piani sequenza, cui segue Schiava d’amore (1975), che lo rivela subito come voce russa tra le più sensibili e come metteur-en-scène di prima grandezza, e gli vale il premio per la migliore regia al festival di Teheran.
Partitura incompiuta per pianola meccanica (1977), tratto dall’opera giovanile di Cechov Platonov, consegue il primo premio al festival di S. Sebastian e l’anno successivo vince il David di Donatello come miglior film straniero. Il successivo Cinque serate (1978) narra la storia di un uomo e una donna che, separati dalla guerra, si rincontrano dopo vent’anni. Dal romanzo di Goncarov trae Alcuni giorni della vita di I.I. Oblomov (1979), da un'opera teatrale di Sofiya Prokofyeva Senza testimoni (1983). Gira, con produzione italiana, Oci ciornie (1987), sceneggiando alcuni racconti di Cechov con l'abituale compagno di scrittura Aleksandr Adabashyan e con Suso Cecchi D'Amico: il film ottiene una menzione speciale al Festival di Cannes e vale a Marcello Mastroianni numerosi riconoscimenti di massimo prestigio. Urga è il Leone d’oro al Festival di Venezia nel 1991, una storia d'amore ambientata nella natura, interamente girato in Mongolia. Poi gira il documentario Anna, dai 6 ai 18 anni (1993), dove, di anno in anno il regista ha rivolto alla figlia Anna tre domande, sempre le stesse, registrando i cambiamenti della percezione della bambina degli avvenimenti e personaggi della politica attuale russa. Con Il sole ingannatore (1994), in cui sentimenti e ragioni “politiche” si intrecciano nell’arco di una calda giornata estiva del 1936, smaschera il tragico volto dello stalinismo: la pellicola vince il gran premio della giuria al Festival di Cannes e l'Oscar come miglior film straniero. Nel 1999 dirige Il barbiere di Siberia, struggente storia d’amore, con risvolti drammatici, tra un’avventuriera americana, interpretata da Julia Ormond, e un giovane cadetto durante il regno di Alessandro III.
Tra i vari premi e onorificenze di cui è stato insignito, nel 1992 è stato nominato in Francia Cavaliere della Legione d’Onore e nel 1994 Comandante della Legione d’Onore per i suoi meriti artistici, in Russia nel 1997 è stato insignito dalla Chiesa Ortodossa Russa dell’Ordine di Sergej Radonezhskij di primo grado. Nel 2004 è stato decorato dell’ordine di Cavaliere di Gran Croce della Presidenza della Repubblica Italiana.
Oltre all’attività di regista, Mikhalkov ricopre una serie di incarichi di grande prestigio: dal 1993 è Presidente della Fondazione Russa della Cultura e dal 1988 è a capo dell’Unione dei cineasti russi. Nel 1988 ha creato lo Studio cinematografico TRITE, di cui è presidente e da alcuni anni presiede il Festival del Cinema di Mosca che, grazie alla sua direzione, da biennale è diventato annuale.
Ha presentato all'ultima mostra veneziana 12, remake del capolavoro di Sidney Lumet (La parola ai giurati) adattando il testo alla odierna situazione socio politica russa: il film è stato accolto calorosamente da pubblico e critica ed è entrato nella cinquina degli Oscar. Ha cominciato a girare il seguito de Il sole ingannatore, ambientato in Russia tra il 1943 e il 1945.
I film in rassegna:
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