Ulivo d'Oro

Convegno SNCCI

IL CINEMA DI NIKITA MIKHALKOV

Un confronto sull’arte cinematografica del grande regista russo tra importanti esponenti della critica e delle istituzioni cinematografiche nazionali ed europee. Il convegno, organizzato in collaborazione con il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, si terrà giovedì 17 aprile al Cinema Santalucia alla presenza di Nikita Mikhalkov e sarà moderato dal presidente Bruno Torri. Relatori: Vito Attolini, Vincenzo Camerino, Morando Morandini, Sauro Borelli.

Giovedì, 17 Aprile ore 10:00 - Cityplex Santalucia

NIKITA MIKHALKOV di Bruno Torri

Nikita Mikhalkov, ovvero, il piacere di raccontare. Mikhalkov, infatti, è un regista motivato, prima di tutto, dal gusto affabulatorio, dal desiderio di narrare delle storie; storie di persone, di vicende esistenziali, di sentimenti, ma sempre contestualizzate in un ambiente, in una società, insomma in una dimensione spazio-temporale e storica. Non è casuale che Mikhalkov sia russo, ed è affatto voluto che molti dei suoi film siano tratti da opere letterarie russe. Le ragioni espressive della grande letteratura russa (il romanzo così come il teatro) sono principalmente individuabili nell’intento, artistico e insieme etico, di rappresentare il proprio paese, la propria gente, la propria dimensione, quello più intima e quella più pubblica, ponendo costantemente al centro di tutto l’uomo, con i suoi ideali, le sue speranze, le sue sofferenze, le sue attese. Proprio da qui, da questo suo radicato umanesimo, deriva il valore universale di questa letteratura. Non ricordo chi lo ha detto e neppure sono sicuro dell’esattezza della citazione, tuttavia ne conservo il senso: “ogni nazione ha due letterature: la propria e quella russa”. In una certa misura, questo spiega perché il cinema di Mikhalkov abbia riscosso tanta attenzione e tanto consenso anche al di fuori dalla sua patria. Pur esordendo, e affermandosi subito, negli anni Settanta, quando ancora l’Unione Sovietica era una grande potenza, Mikhalkov dirige film che, sia per le scelte tematiche, sia per le fonti ispirative, sia per i rapporti con la tradizione e soprattutto con l’arte e la cultura russa, risultano una “messa in scena” e una veritiera testimonianza, molto più che della politica e dell’ideologia dominante, del vissuto dei protagonisti, della loro interiorità e delle loro emozioni. In tal modo Mikhalkov ha saputo e potuto convivere con il regime comunista, certo senza assumere posizioni di aperto dissenso, ma senza mai piegarsi a fare “film di regime”, anzi riuscendo a comunicare, assieme alla complessità e alla profondità del carattere russo, il rifiuto delle offese che le contingenze storiche recano all’individuo. Si spiega così, nel cinema di Mikhalkov, la sostanziale continuità di sostanza e di toni tra i film girati nel periodo sovietico e quelli realizzati dopo la caduta del Muro. Occorre  tuttavia aggiungere, a queste rapide osservazioni di ordine contenutistico, che i film di Mikhalkov, e in modo particolare quelli esteticamente più compiuti, mentre rivelano nel loro autore la preferenza per un linguaggio chiaramente “classico”, a volte con qualche inclinazione manieristica, manifestano sicuri valori formali; sono, cioè, opere dotate di una precisa cifra autoriale, frutto di una ferma padronanza del mezzo cinematografico e di una personale elaborazione stilistica. Il ricorso a diversi e ben calibrati registri espressivi (con la predominanza del patetico e dell’ironico) evidenzia un altro tratto distintivo del cinema di Mikhalkov: la sua capacità di rendere trasparenti, senza ricorrere a soluzioni effettistiche e senza mai scadere nel banale, le tematiche trattate; e ciò anche al fine di stabilire un dialogo con lo spettatore, chiamato non solo a commuoversi o a divertirsi, ma anche a riflettere. Il cinema di Mikhalkov, insomma, offre molteplici motivi di coinvolgimento e, insieme, molteplici spunti di discussione, che il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani intende, almeno in parte,  raccogliere, esaminare e, appunto, discutere, organizzando nell’ambito del Festival del Cinema Europeo di Lecce, l’ormai tradizionale convegno, cui partecipano, con lo stesso regista, Vito Attolini, Sauro Borelli, Vincenzo Camerino e Morando Morandini.